Francesco Alarico della Scala, studioso dello Juche ed esponente dell’Associazione di amicizia Italia-Corea del Nord, commenta su Facebook l’anniversario della tragedia del Cermis quando, vent’anni fa, un aereo Usa tranciò una funivia: “È alla luce di fatti come questi che si può cogliere appieno il senso dell’affermazione di Kim Jong Il secondo cui «i diritti dell’uomo sono inconcepibili all’infuori dell’indipendenza e della sovranità nazionale. In un paese sotto dominio straniero il popolo non potrà mai godere dei diritti umani». Una tesi che probabilmente sembrerà priva di nessi logici comprensibili a quella sinistra che ha relegato nell’oblìo la questione nazionale e ha staccato le lotte per il riconoscimento dal terreno dell’oggettività, ove bisogna fare i conti con lo Stato, la nazione, la famiglia ed altre entità comunitarie non decostruibili a capriccio, per proiettarle in un infinito universo di rivendicazioni soggettive e autoreferenziali.

In realtà il concetto di uomo, inteso come essere sociale sovrano, creatore e cosciente e soggetto dei relativi diritti sovrani, è tutt’altro che scontato: l’umanità è un campo di battaglia della lotta di classe che, attraverso la mediazione delle identità nazionali, di volta in volta sconvolge il quadro giuridico e morale dei famigerati “diritti umani” a seconda dei rapporti di forza del momento. Diritti che di fatto, malgrado i solenni proclami universalistici, non valevano per i popoli coloniali dei quali pressoché esclusivamente si occupa Losurdo nel suo ultimo libro, e non valgono fino in fondo nemmeno per gli abitanti dei paesi avanzati ma sottomessi al giogo straniero come la nostra Italia.

I crimini che gli imperialisti yankee commettono a casa propria sono una modesta eccezione in confronto a ciò che regolarmente osano fare nelle colonie e nei paesi satellite, che disseminano di basi militari armate di ordigni nucleari e di apparecchiature satellitari dannose per la salute dei civili e per l’ambiente (vedi il Muos in Sicilia), dove violano sfacciatamente le leggi in vigore giungendo perfino a organizzare il rapimento di innocenti da sottoporre a tortura, dove difendono a spada tratta gli assassini e gli stupratori provvisti di cittadinanza americana e sabotano lo svolgimento delle indagini a loro carico, bloccano l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari del caso e garantiscono loro l’impunità più vergognosa.

La sovranità nazionale non è un retaggio fascista di cui disfarsi perché discrimina gli stranieri (sic!), bensì il baluardo della dignità, della sicurezza e della pace del nostro popolo, l’unica garanzia effettiva che dobbiamo riconquistare se non vogliamo essere trattati come esseri umani di serie B, come sudditi di Washington e Bruxelles, se non vogliamo che il nostro paese continui ad essere uno dei tanti cortili di casa dell’imperialismo americano ed europeo.”

 


 

 

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“Se Mira, se Kim” è un romanzo ucronico ambientato nel 2021 in un’Italia che è diventata stalinista dopo la Rivoluzione del 1948 ed è alleata della Corea del Nord del Grande Maresciallo Kim Jong Un. Nel contesto di una storia alternativa, il libro è un viaggio nelle ideologie Juche e marxista-leninista e racconta ciò che è stato ed è il Socialismo nel mondo reale.