Pubblichiamo di seguito il commento di Andrea Marsiletti, autore del libro ucronico “Se Mira, se Kim” ambientato nel 2021 in un’Italia stalinista alleata della Corea del Nord, sull’incontro storico di ieri tra i leader coreani Kim Jong Un e Moon Jae In.

 

Poche balle, Kim Jong Un ha vinto, ha vinto su tutta la linea.

Con la pacificazione della penisola coreana di cui è stato il principale promotore e artefice Kim Jong Un è assurto alla dimensione di leader non più della sola Corea del Nord ma mondiale. Da ieri si è posizionato nello scacchiere della politica internazionale al livello di Trump, Xi Jimping e Putin. La piccola Corea popolare con i suoi 25 milioni di abitanti è diventata interlocutore obbligato degli Stati Uniti, della Cina e della Russia. Un punto di riferimento nei Paesi arabi lo era già da tempo.

L’incontro con Trump, poi, sarà una nuova Yalta e la consacrazione definitiva del Maresciallo coreano.

Se pensiamo solo a qualche mese fa quando Trump giurava di spazzare via Pyongyang dalla faccia della terra, lo scenario è radicalmente cambiato: la Corea popolare è oggi intoccabile, i nordcoreani continueranno a sventolare alta la bandiera dell’ideologia Juche, l’economia del Paese a crescere del 4% ogni anno e la Corea del Nord a rappresentare l’ultima ma vincente esperienza socialista al mondo, la patria spirituale di tutti coloro che si ribellano all’imperialismo e al giogo dell’invasore straniero, un simbolo universale di indipendenza e riscatto nazionale e sociale.

Kim Jong Un ha sconfitto gli americani senza neppure versare una goccia di sangue.

In questo momento la sua immagine è così popolare da fare concorrenza mediatica a quella di Che Guevara, la cui foto “Guerrillero Heroico” è una delle icone più famose del XX secolo tanto da essere stata la più riprodotta nella storia della fotografia su stampe, bandiere, poster, tappetini per il mouse, felpe, bandane, bikini, tatuaggi, t-shirt, più ancora di quelle di John Lennon, Jim Morrison o Stalin.

Oggi sono entrate nel comune sentire popolare le foto di pace di Kim Jong Un che stringe la mano a Moon Jae In al 38° parallelo e quelle militari in cui lui scruta in cielo le scie dei missili balistici intercontinentali.

Sembrava impossibile che quei razzi potessero volare così lontano, fino a quando non è stato fatto.

E’ grazie a quei missili se oggi nella penisola coreana c’è finalmente la pace.

È ricercando l’impossibile che Kim Jong Un ha realizzato il possibile.

Andrea Marsiletti

(nella foto: Andrea Marsiletti, secondo da destra, durante il ricevimento nell’ambasciata nordcoreana a Roma di qualche settimana fa, leggi)